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RICEVIAMO DA PORTICELLO E SOLIDALI CON IL RAPPRESENTANTE DI FEDRPESCA PER IL VILE ATTO SUBITO PUBBLICHIAMO
Inserita giovedì 26 gennaio 2012 alle 16:03 da Anapi
Porticello (PA) 26 gennaio 2012
Il coordinamento “ONDA ANOMALA” pescatori e imprese di pesca, delle marinerie del palermitano, esprime piena solidarietà all’esponente di Federpesca, Aiello Franco, per il vile e grave atto subito, prendendone le distanze.
Ribadiamo che questi gravi fatti danneggiano la legittima protesta civile e pacifica che le nostre marinerie portano avanti.
Il coordinamento “ONDA ANOMALA” pescatori e imprese di pesca, delle marinerie del palermitano, esprime piena solidarietà all’esponente di Federpesca, Aiello Franco, per il vile e grave atto subito, prendendone le distanze.
Ribadiamo che questi gravi fatti danneggiano la legittima protesta civile e pacifica che le nostre marinerie portano avanti.
NON IMPONIBILE L’IVA SUL GASOLIO PER LA PESCA
Inserita giovedì 26 gennaio 2012 alle 08:27 da Anapi
Come anticipato nei giorni scorsi da ANAPI Pesca ai propri Associati, invitandoli a portare pazienza perché l’equivoco si sarebbe presto chiarito, l’Ufficio Legislativo del Ministero dell’Economia ha dichiarato oggi, 25 gennaio 2012, che il rifornimento non ha nulla che vedere con il vettovagliamento o provviste di bordo, ragion per cui l’acquisto dei carburanti e dei lubrificanti per le imbarcazioni da pesca con deve essere assoggettato ad Iva.
LA PROTESTA DEI PESCATORI SI DIFFONDE SUL TERRITORIO NAZIONALE
Inserita lunedì 23 gennaio 2012 alle 10:14 da Anapi
Il Movimento dei Pescatori che ha preso avvio in Sicilia con la consegna delle licenze di pesca ai Sindaci dei propri Comuni di residenza, e che ha visto anche la partecipazione delle Imprese associate ad Anapi Pesca, prosegue in Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Lazio, Sardegna, Toscana, Liguria, Lombardia, Veneto, nel Medio Adriatico e nelle Piccole Isole.
Da Lunedì 23 gennaio 2012 le imprese di pesca di queste Regioni consegneranno le licenze ai Sindaci dei propri Comuni di residenza, chiedendo loro di rendersi promotori di un incontro col Presidente del Consiglio dei Ministri, dato che i tre Ministri delle Politiche Agricole succedutisi negli ultimi tre anni hanno continuato a promulgare Leggi e Decreti sulla Pesca senza aver mai indetto un tavolo di concertazione con i Pescatori Italiani.
Avremmo voluto consegnare le licenze alle istituzioni nazionali della pesca, hanno riferito ad Anapi Pesca alcuni di questi Pescatori, ma, mentre si fa irresponsabilmente affondare la pesca italiana, apprendiamo dalla Commissione Europea che si stanno per recepire regolamenti comunitari per rendere trasferibili le nostre licenze di pesca.
Esse potranno essere vendute ad altre organizzazioni industriali, anche non nazionali, interessate a rilevare le attività di pesca nella acque italiane, attività che nel frattempo viene a noi preclusa.
Questa è l’ultimo scempio legislativo a danno della pesca costiera italiana che sta per essere messo in atto per interessi diversi, avvantaggiati pure dalla mancanza di un responsabile controllo politico del settore, ben quattro sono i Ministri che si sono avvicendati dal 2008 al 2011.
La pesca tradizionale italiana, costiera, ricca di produzioni tradizionali ad alto valore aggiunto, facilmente tracciabili, varie e non massive viene affossata, e con essa l’economia ed il lavoro di migliaia di famiglie non ricche, a vantaggio di grandi gruppi commerciali italiani e stranieri titolari di supermercati e di società di importazione che, forti del loro potere economico, hanno invaso, complice l’apparato amministrativo e rappresentativo, i tavoli istituzionali impedendo che i Pescatori Italiani fossero correttamente rappresentati.
Le stesse Associazioni che si titolano rappresentative dei Pescatori Italiani e che appartengono a Confederazioni nazionali con proprietà di grandi catene di supermercati, mentre ci invitano alla calma, fanno accordi di pesca con Cile, Santo Domingo ed altri paesi come Cina, Taiwan e del Sud Africa.
Ciò mentre lo Stesso Presidente del Consiglio, il Senatore Monti, responsabilmente invita tutti ad acquistare il Prodotto Italiano per contribuire al superamento dello stato di crisi nazionale.
Riteniamo sia inutile parlare di “Iva al 21%”, di “ Log-Book”, di “Licenza a Punti”, di “Blue- Box”, di “Raddoppio di Sanzioni“, di “ Eccessi di Burocrazia” e “Rigetti in Mare” , quando questi argomenti, norme inapplicabili in Italia, sono frutto di un preciso, perverso disegno che così vuole imporre uno stato di crisi permanente per indurci a cambiare mestiere.
E’ assurdo che con 8000 Km di costa l’Italia sia costretta ad importare oltre l’80% del pesce, mentre tutto il mondo riconosce il valore della Dieta Mediterranea e l’eccellenza del Prodotto Italiano.
Non siamo d’accordo a dismettere le nostre licenze di pesca, di dover rinunciare al nostro lavoro, ma se è questo che vuole l’ Italia a discapito di decine di migliaia di famiglie italiane, che vivono dove non ci sono alternative a questo lavoro, a discapito di un comparto reso improduttivo da norme prodotte per favorire interessi che non rispettano la millenaria tradizione della pesca italiana e l’Italia, noi siamo disposti, se costretti, a smettere di lavorare in questo settore, ma riconoscete il giusto valore al lavoro che ci volete togliere per affidarlo ad altri, dateci un corrispettivo congruo per dismettere i nostri attrezzi di lavoro, finanziateci l’avviamento di possibili attività alternative o dateci un impiego stabile.
Ma soprattutto, abbiate rispetto della nostra intelligenza e non additateci come delinquenti quando non si vuole identificare e controllare la pesca illegale e perciò, ma non solo, colpite i Pescatori le cui attività professionali sono dichiarate, riconoscibili, tassate e da sempre rispettose dell’ambiente e delle risorse del Mediterraneo.
Altrimenti, restituite la Pesca Costiera Italiana ai Pescatori Italiani le cui regole non scritte hanno per secoli prodotto a miglio zero la nostra economia, non assistita, nel rispetto delle risorse comuni, dell’ambiente e dell’eccellenza del Prodotto Ittico Italiano !
Da Lunedì 23 gennaio 2012 le imprese di pesca di queste Regioni consegneranno le licenze ai Sindaci dei propri Comuni di residenza, chiedendo loro di rendersi promotori di un incontro col Presidente del Consiglio dei Ministri, dato che i tre Ministri delle Politiche Agricole succedutisi negli ultimi tre anni hanno continuato a promulgare Leggi e Decreti sulla Pesca senza aver mai indetto un tavolo di concertazione con i Pescatori Italiani.
Avremmo voluto consegnare le licenze alle istituzioni nazionali della pesca, hanno riferito ad Anapi Pesca alcuni di questi Pescatori, ma, mentre si fa irresponsabilmente affondare la pesca italiana, apprendiamo dalla Commissione Europea che si stanno per recepire regolamenti comunitari per rendere trasferibili le nostre licenze di pesca.
Esse potranno essere vendute ad altre organizzazioni industriali, anche non nazionali, interessate a rilevare le attività di pesca nella acque italiane, attività che nel frattempo viene a noi preclusa.
Questa è l’ultimo scempio legislativo a danno della pesca costiera italiana che sta per essere messo in atto per interessi diversi, avvantaggiati pure dalla mancanza di un responsabile controllo politico del settore, ben quattro sono i Ministri che si sono avvicendati dal 2008 al 2011.
La pesca tradizionale italiana, costiera, ricca di produzioni tradizionali ad alto valore aggiunto, facilmente tracciabili, varie e non massive viene affossata, e con essa l’economia ed il lavoro di migliaia di famiglie non ricche, a vantaggio di grandi gruppi commerciali italiani e stranieri titolari di supermercati e di società di importazione che, forti del loro potere economico, hanno invaso, complice l’apparato amministrativo e rappresentativo, i tavoli istituzionali impedendo che i Pescatori Italiani fossero correttamente rappresentati.
Le stesse Associazioni che si titolano rappresentative dei Pescatori Italiani e che appartengono a Confederazioni nazionali con proprietà di grandi catene di supermercati, mentre ci invitano alla calma, fanno accordi di pesca con Cile, Santo Domingo ed altri paesi come Cina, Taiwan e del Sud Africa.
Ciò mentre lo Stesso Presidente del Consiglio, il Senatore Monti, responsabilmente invita tutti ad acquistare il Prodotto Italiano per contribuire al superamento dello stato di crisi nazionale.
Riteniamo sia inutile parlare di “Iva al 21%”, di “ Log-Book”, di “Licenza a Punti”, di “Blue- Box”, di “Raddoppio di Sanzioni“, di “ Eccessi di Burocrazia” e “Rigetti in Mare” , quando questi argomenti, norme inapplicabili in Italia, sono frutto di un preciso, perverso disegno che così vuole imporre uno stato di crisi permanente per indurci a cambiare mestiere.
E’ assurdo che con 8000 Km di costa l’Italia sia costretta ad importare oltre l’80% del pesce, mentre tutto il mondo riconosce il valore della Dieta Mediterranea e l’eccellenza del Prodotto Italiano.
Non siamo d’accordo a dismettere le nostre licenze di pesca, di dover rinunciare al nostro lavoro, ma se è questo che vuole l’ Italia a discapito di decine di migliaia di famiglie italiane, che vivono dove non ci sono alternative a questo lavoro, a discapito di un comparto reso improduttivo da norme prodotte per favorire interessi che non rispettano la millenaria tradizione della pesca italiana e l’Italia, noi siamo disposti, se costretti, a smettere di lavorare in questo settore, ma riconoscete il giusto valore al lavoro che ci volete togliere per affidarlo ad altri, dateci un corrispettivo congruo per dismettere i nostri attrezzi di lavoro, finanziateci l’avviamento di possibili attività alternative o dateci un impiego stabile.
Ma soprattutto, abbiate rispetto della nostra intelligenza e non additateci come delinquenti quando non si vuole identificare e controllare la pesca illegale e perciò, ma non solo, colpite i Pescatori le cui attività professionali sono dichiarate, riconoscibili, tassate e da sempre rispettose dell’ambiente e delle risorse del Mediterraneo.
Altrimenti, restituite la Pesca Costiera Italiana ai Pescatori Italiani le cui regole non scritte hanno per secoli prodotto a miglio zero la nostra economia, non assistita, nel rispetto delle risorse comuni, dell’ambiente e dell’eccellenza del Prodotto Ittico Italiano !
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