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FERRETTARE,PESCA TRADIZIONALE,PESCA COSTIERA ITALIANA E’ FINITA L’EPOCA DEL “NON C’È NIENTE DA FARE”
Inserita domenica 13 maggio 2012 alle 20:11 da Anapi
“Solo l'applicazione delle norme consentirà di evidenziare tutte quelle difficoltà applicative su cui dovesse rendersi necessario negoziare le possibili correzioni di tiro da parte di Bruxelles.” E’ quanto dichiara il Ministro Catania l’11 maggio 2012
Un importante risultato per la prima volta è stato raggiunto l’8 maggio u.s. per la pesca Costiera Italiana dai Pescatori Uniti al Tavolo richiesto da Anapi Pesca al Ministro Catania , il primo tra i Ministri italiani della pesca che si impegna, oggi e pubblicamente, a negoziare le possibili correzioni di tiro da parte di Bruxelles a difesa delle tradizioni della Pesca Italiana.
Lavoriamo insieme, offrendo al Ministro tutta la nostra collaborazione seguendo le Sue indicazioni e mantenendoci perciò uniti nel nostro intento.
Non prestiamo il fianco ai nefasti ammonimenti professati oggi, col solo scopo di metterci contro le Istituzioni, da chi, falsamente ora partecipe del nostro disagio, appena ieri pubblicava con entusiasmo i propri successi nell’importazione del pescato d’oltre oceano, dopo averci sempre impedito per anni un dialogo diretto con le Istituzioni italiane e comunitarie.
O, peggio, da coloro che ancor oggi, producendo disinformazione e istigando alla rivolta, millantano soluzioni socio economiche che promettono l’erogazione della Cassa Integrazione avendo, gli stessi fraudolentemente perciò, sottoscritto l’Accordo Sindacale di Governo 8 settembre 2010 al Ministero del Lavoro con il CCNL 28 luglio 2010 che non è applicabile.
Ribadisco qui , ancora una volta, che oggi l’unico CCNL applicabile a tutta la categoria (L. 413/84 e L. 250/58) è quello sottoscritto da Anapi Pesca il 15/ 01/ 2010.
E poi, attenti, quale cassa integrazione si può applicare agli equipaggi delle imbarcazioni della Ferrettara, cui viene impedita l’attività lavorativa da un Decreto emanato dal Governo, a seguito di imposizioni comunitarie ?
Il Ministro Catania, che ha aperto il dialogo con il Ministero del Lavoro in merito alle misure di accompagnamento sociale per la pesca, saprà certamente evidenziare e porre rimedio anche a questi abusi. ( Ivan Corea, Roma 13 maggio 2012)
Nota stampa Ministro Catania in risposta a sollecitazioni Associazioni (Roma 11 maggio 2012)
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, interviene in risposta alle sollecitazioni giunte dalle Associazioni cooperative ed armatoriali, con una ferma presa di posizione volta a ribadire che, in linea con gli obiettivi di una pesca sostenibile e con i principi di trasparenza e legalità, è necessario il rispetto degli obblighi comunitari. Sia per quanto riguarda la complessa e delicata materia dei controlli, che per quel che attiene, più specificamente, all'utilizzo delle ferrettare non sono possibili deroghe che siano in contrasto con i regolamenti comunitari.
In materia di controlli, è bene precisare che i regolamenti europei 1224/09 e 404/11 vincolano alla piena applicazione degli adempimenti introdotti a carico degli operatori. Il Governo è consapevole della necessità di mitigare l'impatto di una riforma gravosa, eppure necessaria per centrare gli obiettivi di sostenibilità ambientale delle attività di pesca. Per questo, l'Italia, per quanto di competenza nazionale, sta lavorando di buona lena in collaborazione con le Organizzazioni di rappresentanza per perfezionare tutti i possibili provvedimenti di deroga consentiti da Bruxelles. Vale la pena ricordare, a questo riguardo, che sono state già concesse le deroghe per la compilazione del documento di trasporto e per l’etichettatura in caso di vendita diretta di piccoli quantitativi (50€ a persona al giorno), così come per l'esenzione dagli obblighi sulle trasmissioni elettroniche e l'installazione delle blue box per le imbarcazioni di lunghezza fuori tutta tra i 12 e i 15 metri. Il lavoro avviato con le parti sociali ed economiche nell'ambito del tavolo permanente istituito presso il Ministero consentirà di continuare ad approfondire e monitorare gli aspetti più critici. Solo l'applicazione delle norme consentirà di evidenziare tutte quelle difficoltà applicative su cui dovesse rendersi necessario negoziare le possibili correzioni di tiro da parte di Bruxelles.
Per l'utilizzo delle ferrettare, va richiamato il pieno rispetto del divieto di cattura delle specie indicate nell'allegato VIII del Reg. CE 894/97. È chiaro che non vi può essere alcuna tolleranza perché va scongiurata la minaccia pendente di una procedura di infrazione da parte comunitaria per mancati controlli, con sanzioni che potrebbero superare i 100 milioni di euro.
Di fronte allo stato di grave difficoltà attraversato dalla filiera ittica, il Ministro Catania, di concerto con gli altri Ministri interessati, sta lavorando per trovare soluzioni che consentano anche per quest’anno l’attuazione della misura di arresto temporaneo, che non solo ha un valore economico ma anche ambientale. A tal fine, sono in fase avanzata i proficui contatti avviati con il ministero del Lavoro, per garantire l'accesso degli equipaggi da pesca agli ammortizzatori sociali della Cassa integrazione in deroga.
Un importante risultato per la prima volta è stato raggiunto l’8 maggio u.s. per la pesca Costiera Italiana dai Pescatori Uniti al Tavolo richiesto da Anapi Pesca al Ministro Catania , il primo tra i Ministri italiani della pesca che si impegna, oggi e pubblicamente, a negoziare le possibili correzioni di tiro da parte di Bruxelles a difesa delle tradizioni della Pesca Italiana.
Lavoriamo insieme, offrendo al Ministro tutta la nostra collaborazione seguendo le Sue indicazioni e mantenendoci perciò uniti nel nostro intento.
Non prestiamo il fianco ai nefasti ammonimenti professati oggi, col solo scopo di metterci contro le Istituzioni, da chi, falsamente ora partecipe del nostro disagio, appena ieri pubblicava con entusiasmo i propri successi nell’importazione del pescato d’oltre oceano, dopo averci sempre impedito per anni un dialogo diretto con le Istituzioni italiane e comunitarie.
O, peggio, da coloro che ancor oggi, producendo disinformazione e istigando alla rivolta, millantano soluzioni socio economiche che promettono l’erogazione della Cassa Integrazione avendo, gli stessi fraudolentemente perciò, sottoscritto l’Accordo Sindacale di Governo 8 settembre 2010 al Ministero del Lavoro con il CCNL 28 luglio 2010 che non è applicabile.
Ribadisco qui , ancora una volta, che oggi l’unico CCNL applicabile a tutta la categoria (L. 413/84 e L. 250/58) è quello sottoscritto da Anapi Pesca il 15/ 01/ 2010.
E poi, attenti, quale cassa integrazione si può applicare agli equipaggi delle imbarcazioni della Ferrettara, cui viene impedita l’attività lavorativa da un Decreto emanato dal Governo, a seguito di imposizioni comunitarie ?
Il Ministro Catania, che ha aperto il dialogo con il Ministero del Lavoro in merito alle misure di accompagnamento sociale per la pesca, saprà certamente evidenziare e porre rimedio anche a questi abusi. ( Ivan Corea, Roma 13 maggio 2012)
Nota stampa Ministro Catania in risposta a sollecitazioni Associazioni (Roma 11 maggio 2012)
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, interviene in risposta alle sollecitazioni giunte dalle Associazioni cooperative ed armatoriali, con una ferma presa di posizione volta a ribadire che, in linea con gli obiettivi di una pesca sostenibile e con i principi di trasparenza e legalità, è necessario il rispetto degli obblighi comunitari. Sia per quanto riguarda la complessa e delicata materia dei controlli, che per quel che attiene, più specificamente, all'utilizzo delle ferrettare non sono possibili deroghe che siano in contrasto con i regolamenti comunitari.
In materia di controlli, è bene precisare che i regolamenti europei 1224/09 e 404/11 vincolano alla piena applicazione degli adempimenti introdotti a carico degli operatori. Il Governo è consapevole della necessità di mitigare l'impatto di una riforma gravosa, eppure necessaria per centrare gli obiettivi di sostenibilità ambientale delle attività di pesca. Per questo, l'Italia, per quanto di competenza nazionale, sta lavorando di buona lena in collaborazione con le Organizzazioni di rappresentanza per perfezionare tutti i possibili provvedimenti di deroga consentiti da Bruxelles. Vale la pena ricordare, a questo riguardo, che sono state già concesse le deroghe per la compilazione del documento di trasporto e per l’etichettatura in caso di vendita diretta di piccoli quantitativi (50€ a persona al giorno), così come per l'esenzione dagli obblighi sulle trasmissioni elettroniche e l'installazione delle blue box per le imbarcazioni di lunghezza fuori tutta tra i 12 e i 15 metri. Il lavoro avviato con le parti sociali ed economiche nell'ambito del tavolo permanente istituito presso il Ministero consentirà di continuare ad approfondire e monitorare gli aspetti più critici. Solo l'applicazione delle norme consentirà di evidenziare tutte quelle difficoltà applicative su cui dovesse rendersi necessario negoziare le possibili correzioni di tiro da parte di Bruxelles.
Per l'utilizzo delle ferrettare, va richiamato il pieno rispetto del divieto di cattura delle specie indicate nell'allegato VIII del Reg. CE 894/97. È chiaro che non vi può essere alcuna tolleranza perché va scongiurata la minaccia pendente di una procedura di infrazione da parte comunitaria per mancati controlli, con sanzioni che potrebbero superare i 100 milioni di euro.
Di fronte allo stato di grave difficoltà attraversato dalla filiera ittica, il Ministro Catania, di concerto con gli altri Ministri interessati, sta lavorando per trovare soluzioni che consentano anche per quest’anno l’attuazione della misura di arresto temporaneo, che non solo ha un valore economico ma anche ambientale. A tal fine, sono in fase avanzata i proficui contatti avviati con il ministero del Lavoro, per garantire l'accesso degli equipaggi da pesca agli ammortizzatori sociali della Cassa integrazione in deroga.
FERRETTARE
Inserita lunedì 09 aprile 2012 alle 16:58 da Anapi
Telegramma ANAPI Pesca Prot.85/12 del 6/4/2012
Al Ministro delle Politiche Agricole Alimentare e Forestali
Dott. Mario Catania
Illustre Ministro,
Ieri, 5 aprile, ho avuto un incontro con il Direttore Generale Dott. Abate e con il Suo Consigliere Prof. Cataudella, per affrontare i temi che avevamo sollevato nell’incontro del 28 febbraio u.s. alla Sua presenza ed a quella del Ministro Gnudi.
Ho posto alla loro attenzione il tema delle reti “ferrettare” che rappresentano una opportunità di lavoro per non pochi pescatori, nostri associati e non solo.
Ho anche sottolineato che molte specie oggetto di cattura con le ferrettare sono di interesse economico non certo trascurabile per molti pescatori della piccola pesca che operano nelle isole ed in molte marinerie e che stanno vivendo a pieno gli effetti della crisi economica.
Ho infine sottolineato come le distanze cui le ferrettare possono operare, proprio per le aree in cui queste attività sono concentrate, genereranno problemi alla navigazione da diporto prevalentemente costiera.
Se questi mestieri sono destinati, da regolamenti secondo noi troppo restrittivi e punitivi per le tradizioni, bisognerà pensare a come affrontare il tema degli arresti definitivi e/o delle forme di riconversione possibili e credibili.
Ho avuto alcune risposte che, se pur non risolutive, ci possono incoraggiare nel nostro impegno per le imprese della piccola pesca.
E’ stata avanzata l’idea, da sottoporre alla Sua valutazione, di organizzare un seminario tecnico, alla presenza dei pescatori interessati di Anapi e delle altre Associazioni, sul tema delle ferrettare facendo emergere conoscenze e considerazioni tecniche concrete su questi mestieri che non possono essere considerato solo strumento di elusione delle regole.
Mi è stato anche spiegato che Lei sta conducendo una costruttiva negoziazione con la UE sulla nuova PCP, per garantire alla pesca italiana alcuni strumenti che nel tempo si sono rivelati utili, e che la pesca illegale genera una forte debolezza per il nostro Paese.
Dunque la nostra Associazione è pronta a collaborare costruttivamente nel percorso in cui le voci dei pescatori siano ascoltate, nella consapevolezza che dovremo affrontare importanti cambiamenti che non ci possono vedere abbandonati dalle istituzioni.
Ivan Corea
Presidente
Anapi Pesca
Al Ministro delle Politiche Agricole Alimentare e Forestali
Dott. Mario Catania
Illustre Ministro,
Ieri, 5 aprile, ho avuto un incontro con il Direttore Generale Dott. Abate e con il Suo Consigliere Prof. Cataudella, per affrontare i temi che avevamo sollevato nell’incontro del 28 febbraio u.s. alla Sua presenza ed a quella del Ministro Gnudi.
Ho posto alla loro attenzione il tema delle reti “ferrettare” che rappresentano una opportunità di lavoro per non pochi pescatori, nostri associati e non solo.
Ho anche sottolineato che molte specie oggetto di cattura con le ferrettare sono di interesse economico non certo trascurabile per molti pescatori della piccola pesca che operano nelle isole ed in molte marinerie e che stanno vivendo a pieno gli effetti della crisi economica.
Ho infine sottolineato come le distanze cui le ferrettare possono operare, proprio per le aree in cui queste attività sono concentrate, genereranno problemi alla navigazione da diporto prevalentemente costiera.
Se questi mestieri sono destinati, da regolamenti secondo noi troppo restrittivi e punitivi per le tradizioni, bisognerà pensare a come affrontare il tema degli arresti definitivi e/o delle forme di riconversione possibili e credibili.
Ho avuto alcune risposte che, se pur non risolutive, ci possono incoraggiare nel nostro impegno per le imprese della piccola pesca.
E’ stata avanzata l’idea, da sottoporre alla Sua valutazione, di organizzare un seminario tecnico, alla presenza dei pescatori interessati di Anapi e delle altre Associazioni, sul tema delle ferrettare facendo emergere conoscenze e considerazioni tecniche concrete su questi mestieri che non possono essere considerato solo strumento di elusione delle regole.
Mi è stato anche spiegato che Lei sta conducendo una costruttiva negoziazione con la UE sulla nuova PCP, per garantire alla pesca italiana alcuni strumenti che nel tempo si sono rivelati utili, e che la pesca illegale genera una forte debolezza per il nostro Paese.
Dunque la nostra Associazione è pronta a collaborare costruttivamente nel percorso in cui le voci dei pescatori siano ascoltate, nella consapevolezza che dovremo affrontare importanti cambiamenti che non ci possono vedere abbandonati dalle istituzioni.
Ivan Corea
Presidente
Anapi Pesca
FERRETTARE:LA CERTEZZA DEL DIRITTO IN ITALIA PUBBLICATA LA SENTENZA SUL RICORSO CONTRO IL DM 1 Luglio 2011
Inserita venerdì 09 marzo 2012 alle 23:12 da Anapi
Il TAR Lazio, con sentenza del 6/03/2012, ha respinto il ricorso presentato da numerose Imprese di Pesca contro il Decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del 1° luglio 2011, denominato “Utilizzo sistemi palangari e ferrettara” con il quale il Ministero ha vietato “la contemporanea detenzione a bordo dei due sistemi di pesca” ed ha imposto” l’obbligo della preventiva comunicazione all’Autorità marittima della specifica attrezzatura prescelta di volta in volta.”
Quanto sopra, NONOSTANTE che, l’esecutorietà di tale Decreto Ministeriale era già stato sospesa per ben due volte, nella scorsa estate, dallo stesso TAR del Lazio.
Pur con il massimo e naturale rispetto per una sentenza emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale, non possiamo però sicuramente esimerci dal dissentire nel merito di questa...... decisione che si abbatte su migliaia di lavoratori del settore PESCA, stravolgendone la normale e già difficile attività quotidiana .
Il TAR Lazio, infatti, ha valutato che tale Decreto sia ( l’UNICO ! ) strumento idoneo ad evitare l’uso illegale delle reti da “posta derivanti” (ferrettare) da parte delle Imprese di Pesca Italiane e, di conseguenza, con questa decisione, ha ritenuto così di poter evitare la Procedura di Infrazione in corso da parte della Commissione Europea, che continua a pendere sullo Stato Italiano .
A questo proposito, il TAR Lazio precisa appunto che: “si ritiene che contribuiscano alla situazione di illegalità, oltre che l’inefficacia del sistema di controlli, anche certe prassi amministrative : ad esempio, anche la possibilità di avere contestualmente una licenza di pesca per la ferrettara ed una per i palangari; il che renderebbe impossibile una verifica su quale strumento sia stato effettivamente usato”.
In altre parole : non potendosi o non riuscendo ad accertare quale strumento di pesca sia stato effettivamente usato, ..... semplicemente : se ne vieta l’uso contemporaneo! Quasi lapalissiano !!!
Ma di fatto, tale affermazione non è assolutamente condivisibile. Altrimenti non si comprenderebbe per quale motivo gli Ispettori della Commissione Europea abbiano potuto, efficacemente e tranquillamente effettuare i controlli previsti che, evidentemente, le Capitanerie di Porto e gli altri Organi preposti non sarebbero in grado di effettuare!!
A questo punto, potremmo anche aspettarci che il Ministro dei Trasporti imponga il divieto di portare i telefoni a bordo delle auto, considerato che i controlli sono difficili e vi è un grave pregiudizio per l’incolumità degli automobilisti !!
Su questo “singolare metodo” di ricercare soluzioni ai problemi italiani, il Ministro Marzano aveva all’epoca affermato che “ in ITALIA , spesso per pochi delinquenti , presenti naturalmente in ogni Categoria, c’è la tendenza a criminalizzare intere Categorie “.
Purtroppo, ancora una volta, questa affermazione si dimostra di bruciante, quanto assurda attualità . Con l’aggravante che questo modo di affrontare i problemi, perdura in un momento come questo. Un periodo di crisi, senza precedenti, durante il quale, a maggior ragione, ci possa essere interesse pubblico a sconvolgere il già precario e difficile equilibrio di un’intera Categoria che da lavoro su gli 8000 chilometri di coste italiane a decine di migliaia di addetti e sostegno alle loro famiglie .
Siamo quindi fiduciosi che il Ministro Catania ed il Presidente Monti, quali Rappresentanti della Nazione Europea con la maggior estensione di coste, tengano nella dovuta considerazione una Categoria che dal mare trae il proprio sostentamento e che, con forza ed antico orgoglio, chiede soltanto di “essere in messa in grado di vivere (o meglio oggi di sopravvivere) nel pieno rispetto della legalità senza dover diventare capro espiatorio di inefficienze e superficialità che troppo spesso condizionano ogni possibilità di proseguire dignitosamente l’antico mestiere del Pescatore .
Anapi Pesca ufficio stampa
Allegato da scaricare : Sentenza TAR 6/3/2012
Sentenza TAR 6/3/2012
Quanto sopra, NONOSTANTE che, l’esecutorietà di tale Decreto Ministeriale era già stato sospesa per ben due volte, nella scorsa estate, dallo stesso TAR del Lazio.
Pur con il massimo e naturale rispetto per una sentenza emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale, non possiamo però sicuramente esimerci dal dissentire nel merito di questa...... decisione che si abbatte su migliaia di lavoratori del settore PESCA, stravolgendone la normale e già difficile attività quotidiana .
Il TAR Lazio, infatti, ha valutato che tale Decreto sia ( l’UNICO ! ) strumento idoneo ad evitare l’uso illegale delle reti da “posta derivanti” (ferrettare) da parte delle Imprese di Pesca Italiane e, di conseguenza, con questa decisione, ha ritenuto così di poter evitare la Procedura di Infrazione in corso da parte della Commissione Europea, che continua a pendere sullo Stato Italiano .
A questo proposito, il TAR Lazio precisa appunto che: “si ritiene che contribuiscano alla situazione di illegalità, oltre che l’inefficacia del sistema di controlli, anche certe prassi amministrative : ad esempio, anche la possibilità di avere contestualmente una licenza di pesca per la ferrettara ed una per i palangari; il che renderebbe impossibile una verifica su quale strumento sia stato effettivamente usato”.
In altre parole : non potendosi o non riuscendo ad accertare quale strumento di pesca sia stato effettivamente usato, ..... semplicemente : se ne vieta l’uso contemporaneo! Quasi lapalissiano !!!
Ma di fatto, tale affermazione non è assolutamente condivisibile. Altrimenti non si comprenderebbe per quale motivo gli Ispettori della Commissione Europea abbiano potuto, efficacemente e tranquillamente effettuare i controlli previsti che, evidentemente, le Capitanerie di Porto e gli altri Organi preposti non sarebbero in grado di effettuare!!
A questo punto, potremmo anche aspettarci che il Ministro dei Trasporti imponga il divieto di portare i telefoni a bordo delle auto, considerato che i controlli sono difficili e vi è un grave pregiudizio per l’incolumità degli automobilisti !!
Su questo “singolare metodo” di ricercare soluzioni ai problemi italiani, il Ministro Marzano aveva all’epoca affermato che “ in ITALIA , spesso per pochi delinquenti , presenti naturalmente in ogni Categoria, c’è la tendenza a criminalizzare intere Categorie “.
Purtroppo, ancora una volta, questa affermazione si dimostra di bruciante, quanto assurda attualità . Con l’aggravante che questo modo di affrontare i problemi, perdura in un momento come questo. Un periodo di crisi, senza precedenti, durante il quale, a maggior ragione, ci possa essere interesse pubblico a sconvolgere il già precario e difficile equilibrio di un’intera Categoria che da lavoro su gli 8000 chilometri di coste italiane a decine di migliaia di addetti e sostegno alle loro famiglie .
Siamo quindi fiduciosi che il Ministro Catania ed il Presidente Monti, quali Rappresentanti della Nazione Europea con la maggior estensione di coste, tengano nella dovuta considerazione una Categoria che dal mare trae il proprio sostentamento e che, con forza ed antico orgoglio, chiede soltanto di “essere in messa in grado di vivere (o meglio oggi di sopravvivere) nel pieno rispetto della legalità senza dover diventare capro espiatorio di inefficienze e superficialità che troppo spesso condizionano ogni possibilità di proseguire dignitosamente l’antico mestiere del Pescatore .
Anapi Pesca ufficio stampa
Allegato da scaricare : Sentenza TAR 6/3/2012
Sentenza TAR 6/3/2012
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