Bruxelles, 16 aprile 2026 – La Commissione europea ha attivato il meccanismo di crisi del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA) per sostenere un settore messo sotto pressione dalle conseguenze del conflitto in Medio Oriente.
La misura consente agli Stati membri di erogare compensazioni finanziarie a pescatori, operatori dell’acquacoltura, trasformatori e dettaglianti colpiti dall’aumento dei costi e dalle perturbazioni del mercato. Il provvedimento ha effetto retroattivo dal 28 febbraio 2026.
Le risorse provengono dalle dotazioni nazionali FEAMPA 2021-2027 e prevedono un cofinanziamento europeo sulle spese ammissibili. Saranno gli Stati membri a decidere se attivare il sostegno e a gestire direttamente l’erogazione agli operatori.
Attualmente, nell’ambito del programma, restano disponibili circa 760 milioni di euro sui 1,3 miliardi iniziali destinati alle misure di emergenza.
Costi in aumento e attività ferme
Il conflitto ha innescato un forte aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, con un impatto diretto sui costi operativi. Il risultato è una compressione dei margini che, in alcuni casi, ha già portato parte della flotta europea a fermare le attività. Le ripercussioni si estendono anche all’acquacoltura e alla trasformazione.
Le misure previste
Il meccanismo attivato prevede due principali strumenti:
- Compensazioni economiche per coprire mancati guadagni e costi aggiuntivi legati alla crisi, inclusi quelli energetici
- Aiuti all’ammasso per le organizzazioni di produttori, con l’obiettivo di stabilizzare i prezzi attraverso lo stoccaggio temporaneo dei prodotti
Si tratta di un intervento temporaneo: il sostegno coprirà le spese sostenute fino alla fine del 2026.
Verso ulteriori aiuti
Il pacchetto FEAMPA sarà affiancato da nuove misure nazionali sotto forma di aiuti di Stato. La Commissione sta già lavorando con gli Stati membri a un quadro temporaneo mirato, che includerà anche le attività di produzione primaria, come sbarco, manipolazione e prima trasformazione del pesce.
L’adozione di questo nuovo strumento è prevista entro la fine di aprile.
Nodo strutturale: energia e sostenibilità
La crisi riporta al centro una fragilità evidente: la forte dipendenza del settore dai combustibili fossili. Per Bruxelles, accelerare la transizione energetica non è più un’opzione ma una necessità, sia per garantire la competitività che per rafforzare la resilienza nel lungo periodo.
