Pesca 2026 – MASAF, ANAPI Pesca e marinerie italiane verso una posizione unitaria all’Agrifish dell’11 dicembre

Si è tenuta il 2 dicembre, presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), una riunione tecnica alla presenza del Sottosegretario Sen. Patrizio Giacomo La Pietra per approfondire le criticità della proposta della Commissione europea sulla gestione dello sforzo di pesca 2026 nel Mediterraneo occidentale (West Med) e nell’Adriatico.


LA PIETRA: «TAGLIO DEL 64% INGIUSTIFICATO. SERVONO DATI AGGIORNATI E MISURE COERENTI»

Il Sottosegretario ha ribadito che il taglio del 64% delle giornate di pesca per lo strascico, così come proposto dalla Commissione europea, è da considerarsi privo di adeguato fondamento scientifico poiché basato su dati non aggiornati.

È infatti in arrivo una relazione del CNR che, secondo le anticipazioni, evidenzia un miglioramento generale degli stock ittici. Le criticità risultano circoscritte ad alcune specie, come lo scampo, e limitate a specifiche GSA marginali rispetto alla produzione complessiva.

«L’Italia – ha dichiarato La Pietra – non può accettare riduzioni così drastiche basate su dati vecchi di due anni, né compromettere la sostenibilità economica di un settore fondamentale. Stiamo lavorando a una proposta alternativa solida, basata su criteri scientifici aggiornati e misure realistiche».


LE MISURE COMPENSATIVE PROPOSTE

Nel corso della riunione sono state individuate diverse misure da sottoporre alla Commissione europea per riequilibrare lo scenario 2026:

  • ripristino del divieto oltre gli 800 metri, riconosciuto nel 2025 e inspiegabilmente escluso per il 2026;

  • correzione della valutazione del fermo biologico di quattro settimane, ridotto erroneamente dal 13–15% al 6,6%;

  • ripristino della compensazione per le reti gemelle, riconosciuta nel 2024 ma assente nel 2025;

  • riconoscimento delle chiusure per la tutela dei giovanili, pari al 3% delle giornate;

  • quantificazione dello sforzo ridotto derivante dal fermo definitivo.

L’applicazione integrata di queste misure consentirebbe di evitare tagli sproporzionati e garantire un equilibrio tra tutela biologica e sostenibilità socio-economica delle imprese.


ANAPI PESCA: «UN MODELLO SOSTENIBILE, PREVEDIBILE E BASATO SUI DATI»

Nei giorni precedenti all’incontro ANAPI Pesca ha presentato una piattaforma articolata di proposte tecniche, scientifiche ed economiche, formalizzate nei propri documenti ufficiali.

1. Ritorno a un modello di fermo simile al 2023
Secondo l’analisi ANAPI, il modello 2023 – fondato su una combinazione di fermo continuativo e non continuativo – ha dimostrato maggiore sostenibilità per le imprese e le marinerie: più prevedibile, economicamente stabile, flessibile a livello territoriale e pienamente compatibile con il Regolamento West Med.
(La proposta, ribadita nel corso della riunione del 2 dicembre, è stata respinta senza essere esaminata nel merito.)

2. Rafforzamento della tutela della piccola pesca costiera
ANAPI ha ribadito la necessità di:

  • un modello nazionale di calcolo delle giornate perse,

  • l’introduzione di un coefficiente di vulnerabilità delle marinerie,

  • una raccolta dati ufficiale su tutte le imbarcazioni della piccola pesca.

La carenza di dati certificati rappresenta oggi il principale ostacolo all’accesso agli strumenti compensativi per il comparto.

3. Gestione innovativa dello sforzo di pesca 2026
Proposto un sistema di micro-aree dinamiche fondate su indicatori misurabili (CPUE, habitat, eDNA, VMS/AIS, survey MEDITS), in grado di modulare lo sforzo di pesca su base biologica reale ed evitare fermi generalizzati.

4. AZA e pianificazione dello spazio marittimo
ANAPI ha sottolineato la necessità di integrare, già nel 2026, i Piani di Gestione Marittima Integrata per pesca e acquacoltura, includendo nursery, aree selettive e zone sostenibili, in coerenza con la PCP e il FEAMPA.

5. Priorità delle marinerie italiane
Le imprese chiedono:

  • valorizzazione del prodotto ittico tramite aggiornamento delle norme sulla selettività,

  • riduzione della burocrazia a livello di GSA,

  • contenimento dei costi del carburante e degli oneri di gestione,

  • reale sostegno alla manodopera attraverso adeguati ammortizzatori sociali.


LE DICHIARAZIONI DI ANAPI PESCA

La Direttrice Generale Dott.ssa Mele ha dichiarato:

«Le imprese di pesca attraversano una trasformazione complessa segnata dall’aumento dei costi, dalla riduzione dei margini, dall’instabilità normativa e dalle difficoltà operative. I nostri studi economici basati su serie storiche 2013–2023 mostrano un crollo della redditività: i margini sono passati dal 14% a meno dell’1%. La gestione 2026 deve superare logiche emergenziali e fondarsi su dati scientifici aggiornati, sostenibilità sociale e stabilità pluriennale».

Mele ha aggiunto:

«Le proposte ANAPI integrano scienza, analisi economica ed esigenze reali delle marinerie. L’obiettivo resta garantire continuità, sicurezza e dignità al lavoro dei pescatori, preservando al tempo stesso le risorse biologiche. Serve un segnale forte di unità del settore verso l’Europa e un impegno concreto del Governo per politiche socio-economiche chiare e utili alle imprese. Per questo ANAPI Pesca chiede gli Stati Generali del Mare e della Pesca».


VERSO L’AGRIFISH: UNA POSIZIONE UNITARIA

Al termine dell’incontro, MASAF e Associazioni di Categoria hanno condiviso la necessità di presentare all’Agrifish dell’11 dicembre una posizione italiana unitaria, che includerà:

  1. Rifiuto del taglio del 64% delle giornate di pesca per lo strascico, in attesa dei nuovi dati CNR;

  2. Adozione di un pacchetto stabile di misure compensative per 2–3 anni, comprendente:

    • divieto oltre 800 metri,

    • corretta rivalutazione del fermo biologico,

    • ripristino delle compensazioni 2024 (reti gemelle e giovanili),

    • riconoscimento dello sforzo ridotto da fermo definitivo;

  3. Impegno del Governo per politiche socio-economiche chiare e a sostegno delle imprese del settore.

L’Italia si presenterà così a Bruxelles con una proposta condivisa, fondata su evidenze scientifiche e compatibile con la tutela degli ecosistemi marini e la salvaguardia economica delle comunità costiere. Un passaggio decisivo verso una gestione della pesca moderna, credibile ed efficace nel Mediterraneo.

Entra in contatto con ANAPI Pesca

Close
This is a staging environment