Annamaria Mele eletta Presidente Nazionale di ANAPI Pesca

È calabrese, originaria di Cosenza, la nuova presidente nazionale di ANAPI Pesca: si tratta di Annamaria Mele, dirigente e project manager con una lunga esperienza nel settore.

Nata a Cosenza il 30 ottobre 1975, Mele rappresenta una figura di riferimento nel mondo della pesca, dell’acquacoltura e dello sviluppo territoriale sostenibile. Il suo percorso professionale, costruito tra progettazione, attività sul territorio e relazioni istituzionali, l’ha portata oggi alla guida dell’Associazione Nazionale Piccoli Imprenditori della Pesca – ANAPI Pesca.

Nel corso degli anni ha maturato competenze trasversali, lavorando su fondi europei, sviluppo locale e rappresentanza di categoria. Una crescita costruita passo dopo passo, che l’ha resa una figura capace di coniugare visione tecnica e capacità politica: project manager, dirigente associativa e interlocutrice delle istituzioni sui temi della sostenibilità, dell’economia del mare e delle politiche della pesca.

Negli ultimi anni ha contribuito in maniera concreta alla trasformazione di ANAPI Pesca, rafforzandone il ruolo all’interno della filiera agro-ittica e consolidando il dialogo con Ministeri, Parlamento e organismi europei.

Alla base della sua azione ci sono tre parole chiave: autonomia, democrazia e confronto. Ma soprattutto una direzione chiara: superare la frammentazione del settore e costruire una rappresentanza forte, capace di incidere realmente sulle scelte politiche.

Da ANAPI Pesca sottolineano come la sua elezione rappresenti una leadership costruita nel tempo, fatta di esperienza, progetti e relazioni con territori e istituzioni. Un passaggio che segna una nuova fase per il comparto della pesca e dell’acquacoltura: non solo un cambio al vertice, ma un rafforzamento del ruolo della rappresentanza.

«Sotto la sua guida – dichiarano – ANAPI Pesca punta a diventare un interlocutore stabile per Governo, Regioni ed Europa, lavorando lungo tutta la filiera: produzione, trasformazione, distribuzione e mercato».

Al centro dell’agenda due temi fondamentali: lavoro e sostenibilità reale del settore. Chi opera nel mare non svolge solo un’attività economica, ma rappresenta una risorsa collettiva. Per questo, l’etica diventa un elemento imprescindibile, insieme alla responsabilità verso imprese e comunità costiere.

L’obiettivo è chiaro: superare la logica delle categorie isolate e costruire un sistema integrato, capace di competere e innovare. Dopo anni di lavoro interno all’associazione, la sfida si sposta ora sul piano politico: trasformare credibilità e organizzazione in capacità concreta di incidere sulle scelte strategiche del Paese.

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