Visione 2040: ANAPI Pesca, investire su flotta, giovani e futuro delle marinerie

Pescherecci e flotta italiana - Visione 2040 ANAPI Pesca

La Commissione europea ha presentato ufficialmente il 20 ottobre 2026 la Visione 2040 per la pesca e l’acquacoltura, delineando le prospettive di lungo periodo per un settore chiamato ad affrontare insieme sostenibilità ambientale, competitività, innovazione e ricambio generazionale.

Per ANAPI Pesca, questo percorso può rappresentare un’opportunità importante, a condizione che agli obiettivi indicati a livello europeo seguano strumenti concreti capaci di sostenere le imprese, favorire il rinnovo della flotta e offrire prospettive reali alle nuove generazioni.

Risorse certe per pesca e acquacoltura

Una delle priorità riguarda le risorse finanziarie destinate alla pesca e all’acquacoltura nel prossimo ciclo di programmazione europea.

ANAPI Pesca ritiene necessario garantire al settore una base finanziaria certa, riconoscibile e adeguatamente protetta, affinché le risorse destinate alle imprese non vengano progressivamente ridotte o disperse all’interno di programmi più ampi.

La pesca e l’acquacoltura hanno caratteristiche specifiche e necessitano di strumenti altrettanto specifici, capaci di accompagnare concretamente le imprese nei processi di modernizzazione e transizione.

Rinnovare una flotta che invecchia

Particolare attenzione deve essere riservata al rinnovo della flotta.

Molte imprese operano con imbarcazioni che richiedono interventi importanti per migliorare la sicurezza, l’efficienza, le condizioni di lavoro a bordo e la sostenibilità ambientale.

Quando l’ammodernamento delle unità esistenti non è sufficiente, occorre poter valutare strumenti che consentano anche la sostituzione degli scafi, nel rispetto di condizioni chiare e verificabili e senza determinare aumenti ingiustificati della capacità effettiva di pesca.

Innovazione e sostenibilità non possono infatti essere perseguite imponendo alle imprese di continuare a lavorare su mezzi ormai difficilmente adeguabili alle nuove esigenze tecnologiche, energetiche e di sicurezza.

Giovani e ricambio generazionale

Il rinnovo della flotta deve procedere insieme al ricambio generazionale.

Per avvicinare nuovi giovani alla pesca non è sufficiente sostenere l’acquisto di un’imbarcazione. Servono formazione, accesso sostenibile al credito, condizioni di lavoro adeguate e soprattutto prospettive economiche credibili.

Senza un reale percorso di ingresso nel settore, il rischio è quello di perdere progressivamente competenze, professionalità e conoscenze che rappresentano un patrimonio fondamentale delle marinerie italiane.

Più sicurezza senza aumentare la capacità di pesca

ANAPI Pesca richiama inoltre la necessità di una normativa capace di distinguere tra un effettivo aumento della capacità di cattura e gli interventi destinati alla sicurezza, all’abitabilità degli equipaggi e alla transizione energetica.

Gli spazi necessari per servizi, riposo, nuove tecnologie, batterie o sistemi di propulsione più sostenibili non possono essere automaticamente considerati come un incremento della pressione esercitata sulle risorse ittiche.

Occorre quindi un quadro normativo che accompagni realmente l’innovazione e consenta alle imprese di migliorare le condizioni di lavoro senza essere penalizzate.

Una gestione capace di seguire i cambiamenti del mare

Anche la gestione delle risorse deve essere in grado di adattarsi ai cambiamenti in corso.

Chiusure, limitazioni allo sforzo di pesca e misure tecniche devono essere periodicamente verificate sulla base di dati scientifici aggiornati, tenendo conto anche degli effetti del cambiamento climatico sulla distribuzione delle specie e sugli ecosistemi marini.

Una gestione sostenibile deve tutelare gli stock, ma deve allo stesso tempo essere capace di reagire alle trasformazioni reali che interessano il mare e le attività delle imprese.

Sostenibilità ambientale, economica e sociale devono procedere insieme

Per ANAPI Pesca, sostenibilità ambientale, sostenibilità economica e sostenibilità sociale non possono essere considerate separatamente.

Tutelare le risorse marine significa anche garantire continuità alle imprese, salvaguardare il lavoro, preservare le competenze delle comunità costiere e permettere a una nuova generazione di pescatori di costruire il proprio futuro nel settore.

Investire nelle marinerie significa quindi investire non soltanto in un’attività economica, ma nella sicurezza alimentare, nelle filiere locali e nella continuità di territori che nel mare hanno costruito una parte essenziale della propria identità.

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