Abrogazione delle deroghe previste dal Regolamento CE n. 1224/2009 in materia di VMS.

La normativa comunitaria stabilisce che gli Stati membri dell’Unione Europea sono tenuti a monitorare la propria flotta peschereccia, ovunque essa operi, al fine di controllare le attività di sfruttamento delle risorse ittiche.

A tale scopo, l’Italia si è dotata di un sistema nazionale di localizzazione e controllo delle unità da pesca denominato SCP, Sistema di Controllo Pesca, finalizzato all’individuazione, archiviazione e rappresentazione della posizione delle unità da pesca mediante apposita interfaccia grafica per la gestione operativa delle informazioni.

In tale contesto, le unità da pesca sottoposte a controllo sono dotate di uno specifico dispositivo di bordo per la trasmissione delle informazioni relative alla posizione dell’imbarcazione, ai rapporti di pesca, alle emergenze e agli allarmi.

La normativa in oggetto prevede l’abrogazione delle deroghe stabilite dal Regolamento CE n. 1224/2009 in materia di VMS a decorrere dal 10 gennaio 2026.

Il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, tramite la Direzione Generale della pesca marittima, ha da tempo avviato, con il supporto tecnico del Centro Nazionale di Controllo delle Capitanerie di Porto, tutte le attività necessarie all’attuazione della disposizione normativa.

Tali attività sono finalizzate alla definizione delle linee guida e delle prescrizioni tecniche minime necessarie per garantire la compatibilità dei nuovi apparati con i sistemi esistenti, nonché alla definizione di un protocollo di comunicazione standard per il corretto interfacciamento con il sistema VMS attualmente in uso presso i centri di controllo nazionale e di area del Corpo delle Capitanerie di Porto.

Il nuovo dispositivo normativo prevede l’utilizzo di sistemi di monitoraggio ibridi, in grado di trasmettere i dati di posizione sia tramite connessione satellitare sia, ove possibile, tramite rete mobile terrestre o altra tecnologia equivalente.

Considerata la complessità del contesto operativo, legata alle diverse tipologie di imbarcazioni interessate, la Direzione Generale ha riservato particolare attenzione anche al regime di liberalizzazione dei servizi di comunicazione elettronica previsto dal decreto legislativo n. 259 del 1° agosto 2003, Codice delle comunicazioni elettroniche, al fine di garantire parità di accesso al mercato a tutti gli operatori del settore.

Tenuto conto delle difficoltà applicative della previsione normativa, legate sia all’elevato numero di unità da pesca interessate sia alla disponibilità degli apparati in un mercato aperto a tutti gli operatori, nell’ambito delle attività di controllo si terrà conto della tempistica necessaria al completamento del procedimento, fermo restando che l’attuale assetto giuridico non consente deroghe all’obbligo previsto.

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