Tonni morti sulle coste calabresi: mentre i piccoli pescatori restano senza quote, il mare restituisce gli sprechi del sistema

ANAPI Pesca esprime forte preoccupazione per le numerose segnalazioni provenienti dalle coste tirreniche calabresi relative al ritrovamento di tonni morti e spiaggiati, in alcuni casi già in avanzato stato di decomposizione.

Le immagini e i video raccolti nelle ultime ore mostrano una situazione che non può essere ignorata: piccoli pescatori costretti a intervenire direttamente con le proprie imbarcazioni per recuperare e allontanare carcasse di tonni dal litorale, nel tentativo di evitare problemi ambientali e igienico-sanitari.

Ma il punto centrale della questione è un altro, ed è profondamente legato alla gestione delle quote tonno nel comparto della pesca italiana.

Da anni i piccoli pescatori professionali continuano a subire limitazioni rigidissime sull’accesso alle quote di tonno rosso. In molti casi non dispongono di alcuna quota assegnata oppure ricevono quantitativi talmente ridotti da rendere impossibile una reale sostenibilità economica dell’attività. Eppure il tonno è tutt’altro che in via di estinzione.

È evidente come questa situazione alimenti un forte senso di squilibrio e frustrazione all’interno delle marinerie locali: da una parte piccoli operatori sottoposti a controlli severissimi anche per singole catture accidentali, dall’altra immagini di esemplari morti che finiscono in mare e arrivano sulle spiagge.

ANAPI Pesca ritiene necessario aprire una riflessione seria sulla redistribuzione delle quote, sulla tutela della piccola pesca professionale e sulla sostenibilità complessiva del sistema.

Il problema non riguarda soltanto l’aspetto ambientale, ma anche quello sociale ed economico. La piccola pesca continua a rappresentare una componente fondamentale delle comunità costiere italiane, ma troppo spesso viene lasciata ai margini delle grandi dinamiche distributive del comparto tonno.

Per questo chiediamo:

  • verifiche immediate sui casi segnalati lungo le coste;
  • maggiore trasparenza nella gestione del tonno rosso;
  • una revisione più equa del sistema delle quote;
  • maggiore tutela per la piccola pesca professionale;
  • attenzione concreta verso le marinerie che ogni giorno vivono il mare e ne subiscono direttamente le conseguenze.

La pesca italiana non può permettersi un sistema in cui i piccoli pescatori vengono esclusi dalle opportunità economiche, mentre il mare restituisce immagini che indignano intere comunità costiere e tonnare provenienti da ogni parte del Mediterraneo continuano a operare indisturbate nei nostri mari.

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