Il Vice Presidente di ANAPI Pesca, Alessandro Capelli: Spirale pericolosissima, a breve sarà difficile trovare olio motore e ricambi.
La pesca tradizionale del Tigullio, fatta di piccole imbarcazioni e legata al prodotto locale, resiste per ora al caro carburanti. Il rischio di uno stop dell’attività, però, è concreto.
A confermarlo è Alessandro Capelli, presidente dell’Associazione Pescatori di Sestri Levante, membro della Commissione Pesca della Regione Liguria e vicepresidente dell’Associazione Nazionale Piccoli Imprenditori Pesca.
«C’è chi sta pensando seriamente di fermare l’attività – spiega –. Paradossalmente non c’è stato un aumento forte dei prezzi in Liguria, ma il mercato del gambero rosa viene pagato dalla grande distribuzione tra 0,75 centesimi e 1 euro al chilo: così diventa difficile sostenere i costi».
Secondo Capelli, confrontandosi anche con altri operatori del settore, la Liguria risulta tra le regioni meno colpite, ma la situazione resta comunque pesante.
Gasolio: da 0,70 a oltre 1,40 euro al litro
A incidere è soprattutto il costo del carburante.
Come spiega Benedetto Carpi, presidente della Cooperativa Armatori e Motopescherecci di Santa Margherita:
«Prima della guerra in Medio Oriente pagavamo il gasolio circa 0,70 euro al litro. Con l’inizio del conflitto il prezzo è salito subito a 0,92, poi a 1,17 euro al litro, che è quanto abbiamo pagato fino a pochi giorni fa».
Ma non è finita:
«Appena termineranno le scorte acquistate a quel prezzo, è molto probabile che già dalla prossima settimana si arrivi intorno a 1,45 euro al litro».
Un aumento rapido, concentrato in poche settimane e sotto gli occhi di tutti.
Richieste al Governo e misure urgenti
Il comparto chiede interventi immediati.
«Abbiamo sollecitato il Ministero – spiega Capelli – chiedendo la liquidazione del fermo pesca 2025 e di quello aggiuntivo, sia per sostenere le imprese sia per garantire una copertura ai marittimi, come una forma di cassa integrazione».
Tra le misure valutate c’è anche il credito d’imposta, ma i benefici si vedrebbero solo nel lungo periodo.
Intanto, in altri contesti si registrano azioni più drastiche: in Corsica, con una trentina di imbarcazioni a strascico, sono stati bloccati sei porti per ottenere un prezzo calmierato del carburante.
Effetti della crisi internazionale
La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran sta influenzando direttamente il settore, non solo per il gasolio.
Nelle principali marinerie si registrano difficoltà anche nel reperimento dell’olio motore.
«Si sta creando una spirale pericolosissima – continua Capelli –. Non siamo autosufficienti dal punto di vista energetico e rischiamo una paralisi. In alcune marinerie italiane il problema è già evidente. Qui, per ora, la situazione è più contenuta, ma in futuro sarà difficile trovare olio motore e ricambi».
Una flotta sempre più ridotta
Il calo della flotta nel Tigullio è un dato già consolidato: negli ultimi sette anni sono stati persi circa 20 pescherecci.
La flotta di Santa Margherita è destinata a scendere sotto le dieci unità, anche in base all’esito delle domande di rottamazione per imbarcazioni tra i 18 e i 24 metri.
Se la crisi dovesse proseguire, il settore potrebbe arrivare a un punto di non ritorno.
Attività ancora attive, ma con margini ridotti
Per ora, il numero contenuto di imbarcazioni e le dimensioni ridotte permettono di mantenere l’attività.
«Siamo riusciti a mantenere stabile il prezzo del pescato – spiega Carpi – nonostante l’aumento dei costi, compresi quelli delle cassette in polistirolo. Questo perché peschiamo vicino costa».
Le imbarcazioni del Tigullio consumano in media circa 250 litri di gasolio, contro realtà dove si arriva anche a 1.000 litri per uscita.
Una differenza che, al momento, consente di continuare a operare, mentre altrove alcune barche sono già state costrette a fermarsi.
Uno sguardo al futuro: la sperimentazione del motore ad idrogeno
Il quadro resta incerto.
«Forse in Italia non si dà il giusto peso al nostro settore – conclude Capelli –. Come ANAPI Pesca siamo attivi dal 2010 e stiamo lavorando a un progetto di motori a idrogeno per affrontare queste criticità. Inoltre realizzeremo un censimento delle attività per avere un quadro preciso della situazione».

