Piccoli pelagici, definite le misure 2026: limiti, fermi e regole per l’Adriatico

Il Ministero dell’Agricoltura ha approvato il nuovo decreto che disciplina la pesca dei piccoli pelagici – acciughe e sardine – per l’annualità 2026, introducendo limiti operativi, periodi di fermo e misure specifiche per il Mare Adriatico.

L’obiettivo resta quello di garantire la sostenibilità degli stock, in linea con le disposizioni europee e con il piano pluriennale della Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo.


Limiti di attività: massimo 180 giornate annue

Per tutte le unità autorizzate alla pesca dei piccoli pelagici viene fissato un tetto preciso all’attività:

  • massimo 20 giornate di pesca al mese
  • massimo 180 giornate complessive all’anno

Una stretta netta che punta a contenere lo sforzo di pesca e mantenere sotto controllo lo sfruttamento delle risorse.

Per le unità impegnate anche nella pesca del tonno rosso con reti a circuizione, il limite è ancora più restrittivo: non oltre 20 giorni annui dedicati ai piccoli pelagici.


Adriatico: fermo settimanale obbligatorio

Nel Mare Adriatico (GSA 17 e 18) viene confermato il fermo tecnico settimanale, differenziato per sistema di pesca:

  • Circuizione (PS)
    stop dalle ore 17 del venerdì alle 17 della domenica
    oppure dalle 17 del sabato alle 17 del lunedì
  • Volante (PTM e OTM)
    stop dalle ore 00 del sabato alle ore 00 del lunedì

Resta l’obbligo delle 48 ore continuative di riposo, con possibilità di recupero delle giornate perse per maltempo, previa comunicazione all’Autorità marittima.


Stop entro le 4 miglia per le imbarcazioni oltre i 12 metri

Dal 1° aprile al 31 dicembre 2026, le unità superiori ai 12 metri non potranno pescare piccoli pelagici entro le 4 miglia dalla costa lungo tutto il tratto adriatico da Monfalcone a Gallipoli.

Una misura che punta a proteggere le aree costiere più sensibili, spesso fondamentali per la crescita degli stock.


Fermi biologici: calendario differenziato

Il decreto stabilisce periodi di chiusura specifici per acciughe e sardine, variabili per area e attrezzo.

Acciughe

  • Circuizione
    • Trieste–Monfalcone: 1–30 settembre
    • Venezia–Gallipoli: 1–30 maggio
  • Volante
    • Trieste–Rimini: 1–30 agosto
    • Pesaro–Ancona: 1–30 settembre
    • San Benedetto–Gallipoli: 1–30 agosto

Sardine

  • Circuizione
    • Trieste–Gallipoli: 1–30 marzo
  • Volante
    • Trieste–Ravenna: 15 dicembre – 13 gennaio
    • Rimini: 1–30 ottobre
    • Pesaro–Ancona: 1–30 marzo
    • San Benedetto–Gallipoli: 1–30 ottobre

Durante questi periodi è vietata sia la pesca che lo sbarco nelle aree interessate, anche per le unità provenienti da altri compartimenti.


Continuità operativa con attività alternative

Le imprese potranno proseguire l’attività con altri sistemi di pesca o con il pescaturismo durante i periodi di fermo, a condizione di:

  • sbarcare le attrezzature per i piccoli pelagici
  • oppure sigillarle sotto controllo dell’Autorità marittima

Obiettivo: sostenibilità e controllo degli stock

Il provvedimento si inserisce nel quadro europeo di gestione delle risorse e recepisce i limiti di cattura fissati per il 2026.

La linea è chiara: meno pressione sugli stock, maggiore controllo delle catture e tutela delle aree di riproduzione, soprattutto in Adriatico, considerato uno degli ecosistemi più delicati del Mediterraneo.

Leggi il documento integrale: MASAF_2026_0156691

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